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AI per la pubblica amministrazione
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Guida completa 2026

AI nella pubblica amministrazione: la guida completa 2026

Aggiornata al 28/09/2026

In breve. Negli enti pubblici l'intelligenza artificiale può rispondere allo sportello, smistare la posta, controllare la completezza delle istanze e aiutare a trovare le norme. L'art. 14 della legge 132/2025 la ammette come strumento di supporto: la persona che firma resta l'unica responsabile dell'atto. L'AI Act considera ad alto rischio i sistemi che valutano chi ha diritto a prestazioni pubbliche essenziali, con obblighi dal 2 dicembre 2027. Il cittadino deve sapere quando parla con un sistema AI.

Cosa può fare l'AI negli uffici di un ente?

Aiuta dove il lavoro è ripetitivo e la regola è scritta.

Non sostituisce la valutazione discrezionale, che la legge affida a una persona.

UfficioAiuto del sistemaChi decide
SportelloRisposte con il link alla pagina ufficialeL'ufficio per i casi particolari
ProtocolloProposta di assegnazione all'ufficio competenteChi smista la posta
IstanzeControllo di allegati e campi mancantiIl responsabile del procedimento
Regolamenti interniRicerca dell'articolo in vigoreChi applica la norma al caso
GareConfronto dei documenti con i requisitiLa commissione o il responsabile del progetto

Cosa dice la legge italiana sull'AI nella pubblica amministrazione?

La legge 23 settembre 2025, n. 132 è in vigore dal 10 ottobre 2025. L'art. 14 è dedicato alle pubbliche amministrazioni.

Gli enti usano l'AI per essere più efficienti, ridurre i tempi e migliorare i servizi. Devono assicurare che il funzionamento sia conoscibile e l'uso tracciabile.

L'uso è strumentale e di supporto. La persona resta l'unica responsabile dei provvedimenti e dei procedimenti.

Gli enti adottano misure tecniche, organizzative e formative. L'attuazione avviene con le risorse già disponibili.

Chi firma un atto preparato con l'aiuto dell'AI?

Lo firma chi ne ha la competenza. La legge 241/1990, agli articoli 5 e 6, affida ogni procedimento a un responsabile con compiti precisi.

Il sistema può preparare una bozza di comunicazione o una scheda istruttoria. Non può adottare il provvedimento.

Nel fascicolo conviene annotare che una parte è stata preparata con l'AI e chi l'ha verificata. Questo risponde anche alla richiesta di tracciabilità dell'art. 14.

Quando un sistema pubblico è ad alto rischio per l'AI Act?

L'allegato III, punto 5, lettera a, riguarda i sistemi usati dalle autorità pubbliche per valutare l'ammissibilità delle persone a prestazioni e servizi di assistenza pubblica essenziali.

Vi rientrano anche i sistemi che concedono, riducono, revocano o recuperano queste prestazioni.

Gli obblighi decorrono dal 2 dicembre 2027. Un assistente che spiega come presentare una domanda non valuta nessuno e resta fuori.

Un sistema che controlla solo la presenza degli allegati è diverso da uno che propone l'esito. Il confine va scritto nel progetto.

Come si informa il cittadino che risponde un sistema AI?

Dal 2 agosto 2026 l'art. 50 dell'AI Act chiede di informare chi interagisce con un sistema AI.

La frase va all'inizio, in parole semplici. Subito dopo va indicato come parlare con un ufficio.

L'assistente non chiede dati che non servono e non dà pareri sul singolo caso.

Perché l'accessibilità conta anche per l'assistente?

La legge 4/2004 chiede che i servizi digitali pubblici siano accessibili anche alle persone con disabilità.

Un assistente in chat deve funzionare con i lettori di schermo e con la sola tastiera.

Le risposte devono essere brevi e in italiano semplice. Le indicazioni dell'Agenzia per l'Italia digitale (AgID) vanno seguite nella versione in vigore.

Un canale telefonico o di persona deve restare disponibile per chi non usa la chat.

Quali errori ricorrono nei primi progetti degli enti?

Il primo è partire da un assistente che risponde su tutto. Le risposte diventano vaghe e il personale smette di fidarsi.

Il secondo è usare pagine del sito non aggiornate come fonte. L'assistente ripete con sicurezza un orario cambiato mesi prima.

Il terzo è non coinvolgere chi lavora allo sportello. Sono loro a sapere quali domande arrivano davvero.

Il quarto è dimenticare la protezione dei dati. Il responsabile della protezione dei dati va sentito prima della gara, non dopo.

Infine, molti enti non misurano nulla. Senza un confronto prima e dopo, il progetto non si può difendere né correggere.

Come si prepara un ente prima di partire?

Il lavoro preliminare è organizzativo, non informatico.

  • Nominare chi risponde del sistema e chi ne controlla le risposte.
  • Scegliere un servizio con regole stabili, come lo sportello su un solo tributo o un solo bando.
  • Scrivere quali domande l'assistente non tratta.
  • Formare il personale che userà le bozze, come chiede l'art. 14.
  • Pubblicare sul sito una pagina che spiega come funziona il sistema.

Domande frequenti

Un comune può usare l'AI per decidere un contributo?

Può usarla per controllare la completezza della domanda e ordinare i documenti. La decisione resta al responsabile del procedimento, come chiede la legge 132/2025. Se il sistema proponesse l'esito, rientrerebbe tra gli usi ad alto rischio dell'AI Act.

Serve una gara per acquistare un sistema AI?

Sì, valgono le regole ordinarie sugli acquisti pubblici. Nel capitolato conviene chiedere server in Europa, nessun addestramento sui dati dell'ente e restituzione dei dati a fine contratto.

L'assistente può accedere ai dati anagrafici dei cittadini?

Solo se serve al servizio e con una base giuridica chiara. Per le domande informative non serve. Ogni accesso a dati personali va previsto nella valutazione dei rischi sulla privacy.

Cosa succede se l'assistente dà un'informazione sbagliata?

L'ente ne risponde come per qualsiasi informazione pubblicata. Per questo l'assistente deve citare la pagina ufficiale da cui prende la risposta. Le correzioni si fanno sulla fonte, non sulla singola risposta.

Il personale deve essere formato?

Sì. L'art. 14 della legge 132/2025 chiede misure formative. L'art. 4 dell'AI Act, riscritto dal Regolamento (UE) 2026/1744, chiede misure effettive e proporzionate per chi usa questi sistemi.

L'assistente può rispondere anche fuori dall'orario degli uffici?

Sì, ed è uno dei vantaggi più apprezzati dai cittadini. Di notte può spiegare requisiti, documenti e scadenze, citando la pagina ufficiale. Le richieste che richiedono un funzionario vengono registrate e riprese all'apertura, con una risposta sui tempi.

Come si spiega ai cittadini che l'ente usa l'AI?

Con una pagina sul sito che dice cosa fa il sistema, cosa non fa e chi ne risponde. Serve anche a soddisfare la conoscibilità chiesta dall'art. 14. Il linguaggio deve essere lo stesso degli sportelli, senza sigle tecniche.

Per approfondire su Aziendale.ai

Fonti ufficiali

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